martedì 7 febbraio 2012

Storie di amicizia tra Ateniesi e Spartani

Stessi elementi ma  versioni diverse di racconto storico


"Una storica giornata per Teclo"

 Teclo  era un bambino ateniese di 9 anni che viveva in un quartiere ricco insieme alla sua famiglia.
Aveva una casa a due piani con un grande cortile interno.
La mattina frequentava una scuola privata per imparare a leggere e a scrivere con un maestro che lo seguiva nello studio.
Indossava spesso una tunica corta e ai piedi dei sandali.
Mangiava cibi come pesce , pane e focacce di orzo.
Nel , pomeriggio Teclo si recava nell’ agorà dove incontrava tanta gente e i suoi amici con i quali giocava.
Un giorno lui e i suoi amici decisero di uscire dalla città ,disobbedendo ai loro genitori, e di andare in un bosco che si trovava fuori dalle mura di Atene.
Nel bosco incontrarono un ragazzo spartano che si trovava lì per cacciare. Era alto, agile, robusto e coraggioso perché fino da piccoli i bambini spartani erano abituati alle lotta e sopportavano fame e freddo. Indossavano una tunica corta e non calzava scarpe perché doveva sopportare il dolore.
Non mostrava di aver paura, anche se i ragazzi ateniesi erano in gruppo e in numero maggiore.
All’ improvviso un lupo minacciò Teclo , che era rimasto immobile per la paura , mentre i suoi amici scapparono urlando.
Il ragazzo spartano si precipitò ad aiutare il coetaneo in pericolo, affrontando il lupo armato solo di un coltello, riuscendo ad ucciderlo.
Così i due ragazzi diventarono amici.
Per Teclo fu veramente una giornata storica , perché era stato salvato da un  ragazzo di Sparta, una città che conosceva come nemica di Atene.
Dopo aver abbracciato il suo nuovo amico, Teclo torno a casa , desideroso di raccontare alla sua famiglia e ai suoi amici che era stato salvato da un coraggiosissimo ragazzo spartano da loro considerato solo un avversario.



Beatrice B.
V E Scuola Primaria

"Una splendida  giornata per Enea"

Enea era un ragazzo di 16 anni che viveva con la sua famiglia ad Atene in un quartiere ricco.
La sua casa era a due piani con un cortile interno.
Enea alternava diversi abiti, ai piedi calzava dei sandali con suola di sughero o di cuoio.
Di solito mangiava due pasti al giorno: il pranzo molto leggero e la  cena abbondante,carne,pane e verdure.
La mattina egli andava a scuola privata dove studiava le opere
letterarie e la matematica e inoltre si recava dall’oratore che gli insegnava come parlare e ragionare in pubblico.
Di pomeriggio Enea si recava nell’agorà con i suoi amici; un giorno incontrò un gruppo di ragazzi spartani, così Enea ed i suoi amici decisero di avvicinarsi, nel frattempo l’agorà era molto affollata poiché si svolgeva il mercato, ed era anche il luogo dove si ritrovavano tutti i cittadini.
Enea incuriosito si avvicinò ad un ragazzo spartano di nome Itaco.


Egli aveva i capelli lunghi neri, era alto ed aveva un corpo esile poiché  praticava molto sport per irrobustire il suo corpo.
Indossava sempre lo stesso abito e camminava scalzo per imparare a sopportare il dolore.
Itaco all’inizio guardava Enea con molta diffidenza poiché si sentiva osservato, poi Enea cominciò a parlare delle sue lezioni svolte con l’oratore suscitando curiosità in Itaco che rimase silenzioso ad ascoltarlo.
Enea, dopo aver parlato di se stesso, chiese ad Itaco come mai non usasse le scarpe così Itaco, con un mezzo sorriso, gli rispose che fin da piccoli venivano educati a diventare valorosi guerrieri e quindi imparavano pian piano a sopportare il dolore.
Itaco, vedendo Enea interessato al suo discorso, gli cominciò a raccontare come trascorreva la sua giornata, così i due ragazzi diventarono amici, poi si salutarono promettendosi di rincontrarsi.


Enea, ritornato a casa contento di aver conosciuto Itaco, raccontò alla sua famiglia ed ai suoi amici che aveva fatto amicizia con un ragazzo spartano di nome Itaco che aveva un’educazione diversa e che, nonostante avessero culti diversi, erano diventati amici promettendosi di incontrarsi ogni giorno nell’agorà per raccontarsi le loro giornate.

Alessio C.
V E Scuola Primaria

"L'incontro speciale di Temistocle"

Temistocle era un bambino ateniese di 12 anni che frequentava una scuola privata.
Aveva dei lunghi e folti capelli castani, degli occhi lucenti e verdi, un naso a patata e delle orecchie piccole.
Temistocle abitava con la sua famiglia nel quartiere più ricco della città vicino all’Acropoli.


Infatti ogni mattina quando si alzava, ammirava sempre le bellezze del Partenone.
Temistocle indossava abiti pregiati e sandali con la suola di cuoio o sughero.
La mattina mangiava purè di legumi, pane, focacce d’orzo, latte, idromele.
Il bambino ateniese dopo la scuola giocava con gli amici a nascondino, a mosca cieca, con la palla, con gli astragali; spesso, insieme ad altri ragazzi, fabbricava giocattoli.
Ogni pomeriggio Temistocle si recava all’agorà; in uno di questi incontrò una ragazza spartana della sua stessa età di nome Fedra.
I due, dopo essersi conosciuti, decisero di giocare a nascondino fra le colonne del Partenone.


Poi andarono al mercato dell’agorà.
Tutti gli ateniesi pensavano che Temistocle era ormai fuori di testa ad uscire con Fedra, infatti da sempre gli Ateniesi e gli Spartani erano nemici.
Temistocle la prima volta che aveva visto Fedra era  rimasto colpito dal suo aspetto fisico.
Lei aveva un corpo slanciato ed agile, degli occhi piccoli e blu, un naso sottile e affilato e delle orecchie piccole che spuntavano dai suoi capelli marroni.
Indossava una tunica corta e rossa e aveva un comportamento fiero ma dolce.
Nell’agorà gli Ateniesi, quando avevano visto che una ragazzina se ne andava in giro liberamente invece di stare a casa ad occuparsi dei lavori domestici, avevano iniziato ad insultare Fedra.


Lei, che aveva seguito un addestramento fisico e praticava molti sport, li aveva sfidati in combattimento; al suo fianco ed in sua difesa era intervenuto Temistocle, così i due erano diventati grandi amici.
La loro amicizia col tempo si trasformò in un grande amore.
Temistocle però era preoccupato di dire alla sua famiglia che si era innamorato di una donna spartana.
Durante un simposio, Temistocle rivelò la sua storia con Fedra ai suoi parenti ed amici.
Fedra fu accolta con gioia dalla famiglia di Temistocle e i due giovani si sposarono ed ebbero molti figli forti, sapienti e coraggiosi.


Maria Rita M.
V D Scuola Primaria

"Un amico per Ares"

Eros aveva 9 anni e viveva in una famiglia benestante ad Atene.
Lui indossava un gonnellino di lino, di solito mangiava carne e pesce ma gli piacevano la focaccia d’orzo e il purè di legumi.
Ogni mattina Eros si recava nella scuola privata, dove imparava a leggere e ascrivere, studiava le opere letterarie e le matematica.
Gli piaceva molto la musica, infatti, suonava il flauto con il citarista.
Durante il pomeriggio gli piaceva giocare con gli astragali oppure a nascondino e a mosca cieca con gli amici che incontrava nell’agorà.
L’agorà era molto affollata perché c’era il mercato e c’era molta gente che si riuniva per discutere.
Un pomeriggio, mentre Eros giocava a palla con i suoi amici, vide un ragazzino tutto solo e gli chiese se voleva giocare con loro.


All’inizio il ragazzino fu un po’ scontroso ma poi decise di giocare.
Era Spartano, il suo nome era Ares, aveva 12 anni, aveva un fisico robusto, indossava una tunica consumata.
Mentre stavano giocando a palla, Eros si accorse che Ares era molto scontroso e prepotente e allora decise che non potevano essere amici e che aveva ragione suo padre quando diceva che gli Spartani erano scontrosi.
Qualche anno dopo scoppiò una guerra fra Spartani e Ateniesi e i due si incontrarono in guerra, Ares era ferito allora Eros lo aiutò.


Da quel giorno Eros e Ares diventarono amici per la pelle.
Eros fu felice e raccontò con orgoglio della sua amicizia alla propria famiglia.

 Andrea D’A.
 V E Scuola Primaria


"Olimpia e Talete"

Olimpia era una ragazzina di 9 anni, di  famiglia ricca che viveva ad Atene.
Lei viveva con la sua famiglia in una casa a due piani con un cortile interno circondato da un porticato.
Al piano superiore c’era il gineceo che era riservato a lei e alle donne della sua famiglia, dove trascorrevano la maggior parte del loro tempo perché era considerato sconveniente uscire in strada.


Lei, come la sua mamma, indossava una tunica con delle spille o delle fibbie.
Tutte le donne tenevano i capelli lunghi raccolti con un nastro e le donne più ricche, come lei, si adornavano con gioielli.
Nella sua famiglia si facevano molti simposi e mangiavano pane, focacce, formaggio, carne, pesce, si beveva vino, latte, idromele e la musica allietava i loro banchetti.
Olimpia, di solito la mattina stava al gineceo ed imparava a leggere ed a scrivere.
Il pomeriggio alcune volte  si recava con il papà all’agorà per fare delle compere dove incontrava i mercanti e gli artigiani.
Uno di questi pomeriggi mentre Olimpia si trovava al mercato con il papà fu distratta da una farfalla ,cammina cammina si trovò da sola al centro dell’agorà.
La ragazzina ,impaurita perché non era abituata ad uscire da sola,cercava tra la folla il papà.
In quel momento passò un cittadino della bulè che iniziò a farle delle domande visto che le femmine ateniesi non potevano uscire di casa.
Nel frattempo passava di lì un ragazzo che ,vedendo Olimpia in
difficoltà ,la difese e la allontanò da quell’uomo aiutandola a cercare suo padre.


Il ragazzo si chiamava Talete ed era un ragazzo Spartano di 12 anni. Aveva un fisico muscoloso e atletico, indossava un gonnellino ed era scalzo. Aveva l’aspetto di un ragazzo forte e coraggioso e non esitò a salvare Olimpia.
Mentre i due ragazzi cercavano il papà di Olimpia iniziarono a raccontarsi come trascorrevano le giornate.
Così  i due ragazzi si accorsero che avevano tipi  di educazione diversa e iniziarono a fare dei confronti proprio sulla educazione.
Entrambi avevano desideri in comune.
Finalmente ritrovarono il papà di Olimpia che era molto preoccupato, in un primo momento il papà si scagliò conto Talete pensando che fosse la causa di quello che era successo.
Ma Olimpia bloccò il padre e gli spiegò cosa era realmente successo, raccontandogli del coraggio di Talete e della sua gentilezza nell’aiutarla a cercarlo.


Infine il padre invitò Talete a casa loro per farlo conoscere alla mamma e agli amici, per dimostrare che nonostante le differenze tra gli Ateniesi e gli Spartani poteva nascere un’amicizia sincera.

 Martina C.
V E Scuola Primaria


"Una giornata storica per Temistocle"

Temistocle era un bambino greco ricco, che aveva 12 anni.
Viveva in una casa a due piani ad Atene con sua madre che stava nel gineceo e con suo padre.
Di solito indossava il chitone e dei sandali con suola di cuoio. Mangiava pane, focacce d’orzo, purè di legumi, cipolle, aglio, olive, formaggio, olio d’oliva e pesce.
Di mattina si svegliava alle sette e mezza e andava a scuola otto e un quarto, dove trovava il grammatista per studiare le lettere e la matematica; il citarista per studiare musica.
Un pomeriggio mentre stava per andare nell’agorà incontrò un bambino spartano, Spartaco.
Dopo essersi presentati, decisero di andare al teatro insieme a vedere una commedia.
C’era molta confusione nell’agorà perché c’era una riunione politica.


Quando Temistocle incontrò Spartaco fu molto incuriosito dal suo abbigliamento: era scalzo, indossava solo un gonnellino; aveva il corpo muscoloso, era alto e sembrava molto sicuro si sé.
I due diventarono amici quando, all’ingresso del teatro Spartaco ebbe bisogno dell’aiuto di Temistocle.
Infatti essendo Sparta e Atene in guerra gli Ateniesi lo stavano aggredendo. Temistocle disse: “ Fermi ! Questo è un mio amico, non fategli del male!”


Così Temistocle tutto contento, perché aveva un nuovo amico, quando tornò a casa raccontò alla sua famiglia e ai suoi amici ateniesi che i bambini spartani, pur essendo meno colti ,erano altrettanto simpatici di quelli ateniesi.

Marta Pia C.
V E Scuola Primaria

"ALEXANDER e il bambino spartano"


Alexander , era un ragazzino che viveva nella città di  Atene, aveva 9 anni ed abitava con la sua famiglia, che era ricca e abitava in un quartiere nobiliare. 
La sua casa era a due piani con un cortile circondato da un porticato, con un piano superiore, il gineceo, riservato alle donne.
Alexander indossava una tunica e ai piedi calzava dei sandali.
I suoi cibi preferiti erano pane, focacce, purè di legumi, formaggio,cipolla e olio d’oliva.Beveva latte e idromele, una miscela di acqua e miele.


La mattina frequentava la scuola privata dove imparava a leggere e a scrivere.
Si preoccupava anche della cura del corpo facendo sport.
I suoi giochi preferiti erano gli astragali, la palla,  nascondino o mosca cieca.
Un pomeriggio Alexander decise di fare un giro per la città e ad un tratto incontrò il suo amico Aristide, insieme decisero di recarsi all’agorà.
Da lontano videro una gran folla che urlava, rideva e si divertiva ed incuriositi si avvicinarono,vi era uno spettacolo di giocolieri.
Mentre  Alexander si guardava intorno vide in un angolo della piazza  un ragazzo che guardava con curiosità lo spettacolo.
Il ragazzo era alto, snello e muscoloso, indossava una tunica e camminava a piedi scalzi.
Incuriosito Alexander gli si avvicinò e gli domandò da dove venisse e cosa facesse lì.
Il ragazzo  con tanta sicurezza  gli rispose che si chiamava Spartaco, aveva 10 anni ed era spartano.
Si trovava lì perché aveva tanto sentito parlare della città di Atene che gli era venuta la voglia di visitarla, così si era fatto accompagnare  da un amico commerciante che doveva recarsi ad Atene per affari.
I due ragazzi cominciarono a parlare  e si raccontarono come trascorrevano le giornate.
Spartaco spiegò ad Alexander che aveva frequentato la scuola dove aveva imparato a leggere e a scrivere, ma la maggior parte del suo  tempo era dedicato all’arte militare, perché doveva diventare un grande guerriero.
Non viveva più con la sua famiglia, ma con gli altri compagni e la vita che conduceva era dura e difficile, perché doveva abituarsi a sopportare il dolore, il freddo e la fame.
I due ragazzi, incuriositi dei modi di vivere diversi, continuarono a farsi domande.


Parlando divennero  amici e decisero di rivedersi almeno una volta ogni anno.
Poi si salutarono e Alexander, tornando a casa, contento raccontò a tutti del suo incontro, un giorno da non dimenticare perché aveva conosciuto Spartaco, un ragazzo come lui , ma tanto diverso, con il quale condividere un’amicizia senza confini.

Paolo S.
V D Scuola Primaria

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