martedì 7 febbraio 2012

Storie di amicizia tra Ateniesi e Spartani

Stessi elementi ma  versioni diverse di racconto storico


"Una storica giornata per Teclo"

 Teclo  era un bambino ateniese di 9 anni che viveva in un quartiere ricco insieme alla sua famiglia.
Aveva una casa a due piani con un grande cortile interno.
La mattina frequentava una scuola privata per imparare a leggere e a scrivere con un maestro che lo seguiva nello studio.
Indossava spesso una tunica corta e ai piedi dei sandali.
Mangiava cibi come pesce , pane e focacce di orzo.
Nel , pomeriggio Teclo si recava nell’ agorà dove incontrava tanta gente e i suoi amici con i quali giocava.
Un giorno lui e i suoi amici decisero di uscire dalla città ,disobbedendo ai loro genitori, e di andare in un bosco che si trovava fuori dalle mura di Atene.
Nel bosco incontrarono un ragazzo spartano che si trovava lì per cacciare. Era alto, agile, robusto e coraggioso perché fino da piccoli i bambini spartani erano abituati alle lotta e sopportavano fame e freddo. Indossavano una tunica corta e non calzava scarpe perché doveva sopportare il dolore.
Non mostrava di aver paura, anche se i ragazzi ateniesi erano in gruppo e in numero maggiore.
All’ improvviso un lupo minacciò Teclo , che era rimasto immobile per la paura , mentre i suoi amici scapparono urlando.
Il ragazzo spartano si precipitò ad aiutare il coetaneo in pericolo, affrontando il lupo armato solo di un coltello, riuscendo ad ucciderlo.
Così i due ragazzi diventarono amici.
Per Teclo fu veramente una giornata storica , perché era stato salvato da un  ragazzo di Sparta, una città che conosceva come nemica di Atene.
Dopo aver abbracciato il suo nuovo amico, Teclo torno a casa , desideroso di raccontare alla sua famiglia e ai suoi amici che era stato salvato da un coraggiosissimo ragazzo spartano da loro considerato solo un avversario.



Beatrice B.
V E Scuola Primaria

"Una splendida  giornata per Enea"

Enea era un ragazzo di 16 anni che viveva con la sua famiglia ad Atene in un quartiere ricco.
La sua casa era a due piani con un cortile interno.
Enea alternava diversi abiti, ai piedi calzava dei sandali con suola di sughero o di cuoio.
Di solito mangiava due pasti al giorno: il pranzo molto leggero e la  cena abbondante,carne,pane e verdure.
La mattina egli andava a scuola privata dove studiava le opere
letterarie e la matematica e inoltre si recava dall’oratore che gli insegnava come parlare e ragionare in pubblico.
Di pomeriggio Enea si recava nell’agorà con i suoi amici; un giorno incontrò un gruppo di ragazzi spartani, così Enea ed i suoi amici decisero di avvicinarsi, nel frattempo l’agorà era molto affollata poiché si svolgeva il mercato, ed era anche il luogo dove si ritrovavano tutti i cittadini.
Enea incuriosito si avvicinò ad un ragazzo spartano di nome Itaco.


Egli aveva i capelli lunghi neri, era alto ed aveva un corpo esile poiché  praticava molto sport per irrobustire il suo corpo.
Indossava sempre lo stesso abito e camminava scalzo per imparare a sopportare il dolore.
Itaco all’inizio guardava Enea con molta diffidenza poiché si sentiva osservato, poi Enea cominciò a parlare delle sue lezioni svolte con l’oratore suscitando curiosità in Itaco che rimase silenzioso ad ascoltarlo.
Enea, dopo aver parlato di se stesso, chiese ad Itaco come mai non usasse le scarpe così Itaco, con un mezzo sorriso, gli rispose che fin da piccoli venivano educati a diventare valorosi guerrieri e quindi imparavano pian piano a sopportare il dolore.
Itaco, vedendo Enea interessato al suo discorso, gli cominciò a raccontare come trascorreva la sua giornata, così i due ragazzi diventarono amici, poi si salutarono promettendosi di rincontrarsi.


Enea, ritornato a casa contento di aver conosciuto Itaco, raccontò alla sua famiglia ed ai suoi amici che aveva fatto amicizia con un ragazzo spartano di nome Itaco che aveva un’educazione diversa e che, nonostante avessero culti diversi, erano diventati amici promettendosi di incontrarsi ogni giorno nell’agorà per raccontarsi le loro giornate.

Alessio C.
V E Scuola Primaria

"L'incontro speciale di Temistocle"

Temistocle era un bambino ateniese di 12 anni che frequentava una scuola privata.
Aveva dei lunghi e folti capelli castani, degli occhi lucenti e verdi, un naso a patata e delle orecchie piccole.
Temistocle abitava con la sua famiglia nel quartiere più ricco della città vicino all’Acropoli.


Infatti ogni mattina quando si alzava, ammirava sempre le bellezze del Partenone.
Temistocle indossava abiti pregiati e sandali con la suola di cuoio o sughero.
La mattina mangiava purè di legumi, pane, focacce d’orzo, latte, idromele.
Il bambino ateniese dopo la scuola giocava con gli amici a nascondino, a mosca cieca, con la palla, con gli astragali; spesso, insieme ad altri ragazzi, fabbricava giocattoli.
Ogni pomeriggio Temistocle si recava all’agorà; in uno di questi incontrò una ragazza spartana della sua stessa età di nome Fedra.
I due, dopo essersi conosciuti, decisero di giocare a nascondino fra le colonne del Partenone.


Poi andarono al mercato dell’agorà.
Tutti gli ateniesi pensavano che Temistocle era ormai fuori di testa ad uscire con Fedra, infatti da sempre gli Ateniesi e gli Spartani erano nemici.
Temistocle la prima volta che aveva visto Fedra era  rimasto colpito dal suo aspetto fisico.
Lei aveva un corpo slanciato ed agile, degli occhi piccoli e blu, un naso sottile e affilato e delle orecchie piccole che spuntavano dai suoi capelli marroni.
Indossava una tunica corta e rossa e aveva un comportamento fiero ma dolce.
Nell’agorà gli Ateniesi, quando avevano visto che una ragazzina se ne andava in giro liberamente invece di stare a casa ad occuparsi dei lavori domestici, avevano iniziato ad insultare Fedra.


Lei, che aveva seguito un addestramento fisico e praticava molti sport, li aveva sfidati in combattimento; al suo fianco ed in sua difesa era intervenuto Temistocle, così i due erano diventati grandi amici.
La loro amicizia col tempo si trasformò in un grande amore.
Temistocle però era preoccupato di dire alla sua famiglia che si era innamorato di una donna spartana.
Durante un simposio, Temistocle rivelò la sua storia con Fedra ai suoi parenti ed amici.
Fedra fu accolta con gioia dalla famiglia di Temistocle e i due giovani si sposarono ed ebbero molti figli forti, sapienti e coraggiosi.


Maria Rita M.
V D Scuola Primaria

"Un amico per Ares"

Eros aveva 9 anni e viveva in una famiglia benestante ad Atene.
Lui indossava un gonnellino di lino, di solito mangiava carne e pesce ma gli piacevano la focaccia d’orzo e il purè di legumi.
Ogni mattina Eros si recava nella scuola privata, dove imparava a leggere e ascrivere, studiava le opere letterarie e le matematica.
Gli piaceva molto la musica, infatti, suonava il flauto con il citarista.
Durante il pomeriggio gli piaceva giocare con gli astragali oppure a nascondino e a mosca cieca con gli amici che incontrava nell’agorà.
L’agorà era molto affollata perché c’era il mercato e c’era molta gente che si riuniva per discutere.
Un pomeriggio, mentre Eros giocava a palla con i suoi amici, vide un ragazzino tutto solo e gli chiese se voleva giocare con loro.


All’inizio il ragazzino fu un po’ scontroso ma poi decise di giocare.
Era Spartano, il suo nome era Ares, aveva 12 anni, aveva un fisico robusto, indossava una tunica consumata.
Mentre stavano giocando a palla, Eros si accorse che Ares era molto scontroso e prepotente e allora decise che non potevano essere amici e che aveva ragione suo padre quando diceva che gli Spartani erano scontrosi.
Qualche anno dopo scoppiò una guerra fra Spartani e Ateniesi e i due si incontrarono in guerra, Ares era ferito allora Eros lo aiutò.


Da quel giorno Eros e Ares diventarono amici per la pelle.
Eros fu felice e raccontò con orgoglio della sua amicizia alla propria famiglia.

 Andrea D’A.
 V E Scuola Primaria


"Olimpia e Talete"

Olimpia era una ragazzina di 9 anni, di  famiglia ricca che viveva ad Atene.
Lei viveva con la sua famiglia in una casa a due piani con un cortile interno circondato da un porticato.
Al piano superiore c’era il gineceo che era riservato a lei e alle donne della sua famiglia, dove trascorrevano la maggior parte del loro tempo perché era considerato sconveniente uscire in strada.


Lei, come la sua mamma, indossava una tunica con delle spille o delle fibbie.
Tutte le donne tenevano i capelli lunghi raccolti con un nastro e le donne più ricche, come lei, si adornavano con gioielli.
Nella sua famiglia si facevano molti simposi e mangiavano pane, focacce, formaggio, carne, pesce, si beveva vino, latte, idromele e la musica allietava i loro banchetti.
Olimpia, di solito la mattina stava al gineceo ed imparava a leggere ed a scrivere.
Il pomeriggio alcune volte  si recava con il papà all’agorà per fare delle compere dove incontrava i mercanti e gli artigiani.
Uno di questi pomeriggi mentre Olimpia si trovava al mercato con il papà fu distratta da una farfalla ,cammina cammina si trovò da sola al centro dell’agorà.
La ragazzina ,impaurita perché non era abituata ad uscire da sola,cercava tra la folla il papà.
In quel momento passò un cittadino della bulè che iniziò a farle delle domande visto che le femmine ateniesi non potevano uscire di casa.
Nel frattempo passava di lì un ragazzo che ,vedendo Olimpia in
difficoltà ,la difese e la allontanò da quell’uomo aiutandola a cercare suo padre.


Il ragazzo si chiamava Talete ed era un ragazzo Spartano di 12 anni. Aveva un fisico muscoloso e atletico, indossava un gonnellino ed era scalzo. Aveva l’aspetto di un ragazzo forte e coraggioso e non esitò a salvare Olimpia.
Mentre i due ragazzi cercavano il papà di Olimpia iniziarono a raccontarsi come trascorrevano le giornate.
Così  i due ragazzi si accorsero che avevano tipi  di educazione diversa e iniziarono a fare dei confronti proprio sulla educazione.
Entrambi avevano desideri in comune.
Finalmente ritrovarono il papà di Olimpia che era molto preoccupato, in un primo momento il papà si scagliò conto Talete pensando che fosse la causa di quello che era successo.
Ma Olimpia bloccò il padre e gli spiegò cosa era realmente successo, raccontandogli del coraggio di Talete e della sua gentilezza nell’aiutarla a cercarlo.


Infine il padre invitò Talete a casa loro per farlo conoscere alla mamma e agli amici, per dimostrare che nonostante le differenze tra gli Ateniesi e gli Spartani poteva nascere un’amicizia sincera.

 Martina C.
V E Scuola Primaria


"Una giornata storica per Temistocle"

Temistocle era un bambino greco ricco, che aveva 12 anni.
Viveva in una casa a due piani ad Atene con sua madre che stava nel gineceo e con suo padre.
Di solito indossava il chitone e dei sandali con suola di cuoio. Mangiava pane, focacce d’orzo, purè di legumi, cipolle, aglio, olive, formaggio, olio d’oliva e pesce.
Di mattina si svegliava alle sette e mezza e andava a scuola otto e un quarto, dove trovava il grammatista per studiare le lettere e la matematica; il citarista per studiare musica.
Un pomeriggio mentre stava per andare nell’agorà incontrò un bambino spartano, Spartaco.
Dopo essersi presentati, decisero di andare al teatro insieme a vedere una commedia.
C’era molta confusione nell’agorà perché c’era una riunione politica.


Quando Temistocle incontrò Spartaco fu molto incuriosito dal suo abbigliamento: era scalzo, indossava solo un gonnellino; aveva il corpo muscoloso, era alto e sembrava molto sicuro si sé.
I due diventarono amici quando, all’ingresso del teatro Spartaco ebbe bisogno dell’aiuto di Temistocle.
Infatti essendo Sparta e Atene in guerra gli Ateniesi lo stavano aggredendo. Temistocle disse: “ Fermi ! Questo è un mio amico, non fategli del male!”


Così Temistocle tutto contento, perché aveva un nuovo amico, quando tornò a casa raccontò alla sua famiglia e ai suoi amici ateniesi che i bambini spartani, pur essendo meno colti ,erano altrettanto simpatici di quelli ateniesi.

Marta Pia C.
V E Scuola Primaria

"ALEXANDER e il bambino spartano"


Alexander , era un ragazzino che viveva nella città di  Atene, aveva 9 anni ed abitava con la sua famiglia, che era ricca e abitava in un quartiere nobiliare. 
La sua casa era a due piani con un cortile circondato da un porticato, con un piano superiore, il gineceo, riservato alle donne.
Alexander indossava una tunica e ai piedi calzava dei sandali.
I suoi cibi preferiti erano pane, focacce, purè di legumi, formaggio,cipolla e olio d’oliva.Beveva latte e idromele, una miscela di acqua e miele.


La mattina frequentava la scuola privata dove imparava a leggere e a scrivere.
Si preoccupava anche della cura del corpo facendo sport.
I suoi giochi preferiti erano gli astragali, la palla,  nascondino o mosca cieca.
Un pomeriggio Alexander decise di fare un giro per la città e ad un tratto incontrò il suo amico Aristide, insieme decisero di recarsi all’agorà.
Da lontano videro una gran folla che urlava, rideva e si divertiva ed incuriositi si avvicinarono,vi era uno spettacolo di giocolieri.
Mentre  Alexander si guardava intorno vide in un angolo della piazza  un ragazzo che guardava con curiosità lo spettacolo.
Il ragazzo era alto, snello e muscoloso, indossava una tunica e camminava a piedi scalzi.
Incuriosito Alexander gli si avvicinò e gli domandò da dove venisse e cosa facesse lì.
Il ragazzo  con tanta sicurezza  gli rispose che si chiamava Spartaco, aveva 10 anni ed era spartano.
Si trovava lì perché aveva tanto sentito parlare della città di Atene che gli era venuta la voglia di visitarla, così si era fatto accompagnare  da un amico commerciante che doveva recarsi ad Atene per affari.
I due ragazzi cominciarono a parlare  e si raccontarono come trascorrevano le giornate.
Spartaco spiegò ad Alexander che aveva frequentato la scuola dove aveva imparato a leggere e a scrivere, ma la maggior parte del suo  tempo era dedicato all’arte militare, perché doveva diventare un grande guerriero.
Non viveva più con la sua famiglia, ma con gli altri compagni e la vita che conduceva era dura e difficile, perché doveva abituarsi a sopportare il dolore, il freddo e la fame.
I due ragazzi, incuriositi dei modi di vivere diversi, continuarono a farsi domande.


Parlando divennero  amici e decisero di rivedersi almeno una volta ogni anno.
Poi si salutarono e Alexander, tornando a casa, contento raccontò a tutti del suo incontro, un giorno da non dimenticare perché aveva conosciuto Spartaco, un ragazzo come lui , ma tanto diverso, con il quale condividere un’amicizia senza confini.

Paolo S.
V D Scuola Primaria

mercoledì 1 febbraio 2012

La realizzazione di un’ isola pedonale


L'area pedonale  indica un perimetro  dove nessun veicolo dovrebbe   entrare al  fine  di  lasciare  libero  spazio ai  pedoni.
E' consentito  l'accesso  all'area  pedonale  anche alle biciclette  e ad altri veicoli  ecologici al servizio  di  persone con limitate o impedite  capacità  motorie .
Le  condizioni  di  vivibilità  delle  nostre città sono peggiorate  anche a causa dell’ inquinamento  dell’aria  e del  rumore che  rende  sempre  meno  gradevole il paesaggio  della  strada  urbana, tutto questo invita il cittadino  a  muoversi  a piedi  o in biciclette.
Bisogna creare un’isola pedonale perché si costituisce un’area senza inquinamento (anche acustico),si puo' passare il proprio tempo libero in tranquillità ed aumentare la propria sensibilità verso l’ambiente.
E' fondamentale   che  l'area  pedonale sia una   vera e propria "ISOLA  AMBIENTALE "  cioè  sia inserita in aree verdi  e che la pista ciclabile   sia  realizzata  su corsie riservate   in modo che non sia da intralcio ai pedoni .
La realizzazione  dell'isola  pedonale, nelle grandi città, avrebbe  sicuramente  i  suoi vantaggi: ridurrebbe l’inquinamento e migliorerebbe  la mobilità  veicolare, permetterebbe di socializzare di più e di passeggiare   tranquillamente per la strada.
Le mamme potrebbero  far  giocare  i  bambini  nelle apposite "zone intrattenimento " con la presenza di  giocolieri e l'attivazione di laboratori  di  manualità.
La gente avrebbe più tempo per fare shopping  o  per visitare monumenti  importanti  che di solito si  guardano di sfuggita dalle  automobili, per tale motivo l'area pedonale  dovrebbe sorgere  nel centro  storico dove, di solito, sono presenti tanti siti di interesse storico e culturale.


Il tutto dovrebbe  essere realizzato  rigorosamente  con la collaborazione e il controllo della Polizia Municipale e creando appositi   parcheggi  per i cittadini che risiedono in  centro storico.
 I pro e i contro che potrebbero esserci a seguito della creazione dell’isola pedonale sono vari.
Alcuni proprietari di negozi sostengono che se il cliente non può andare a fare le compere in macchina, cambia zona, e cosi i piccoli negozi e i piccoli artigiani lavorano sempre meno, fino ad essere costretti a chiudere.
Ci sono anche, tra i commercianti, quelli che dicono se il cliente non ha il problema di parcheggiare e va a fare la spesa camminando, è più rilassato, ha più tempo e compra di più.
I vetrinisti sono molto contenti, perché la gente che passeggia guarda molto di più le vetrine e loro potrebbero avere più richieste di lavoro.
I fornitori che consegnano le merci chiedono che ci siano orari e spazi fissati per le consegne, altrimenti rischiano di essere multati tutti i giorni.
Un signore che gestisce una galleria di manifesti e stampe artistiche teme di vedersi il negozio  pieno di gente curiosa che non compra, ma dice anche che preferisce il negozio affollato al negozio vuoto.
Le famiglie, soprattutto quelle con bambini piccoli, sarebbero tutte contente di portare a spasso i figli senza tubi di scappamento a portata di naso... poi, forse, aumenterebbero il verde, gli spazi-giochi, i posti all'aperto dove incontrarsi e parlare. 
Considerando i pro e i contro, l’iniziativa è senz’altro positiva perché a fronte di un miglioramento della qualità della vita in città vi sono svantaggi comunque superabili ,in quanto il traffico veicolare ai margini potrebbe essere ridotto “costringendo” i cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici che dovranno essere potenziati e favoriti; per quanto concerne il trasporto merci, basterebbe regolamentare gli orari di carico e scarico delle stesse....e la salute di tutti sarebbe salvaguardata !!!!!





MARCO         B.       V E
GIORGIA       C.       V D
GIORGIA       C.       V E
DARIO           C.       V E
MARTA         L. C.   V D
VINCENZO   M.      V D
FLAVIO         R.       V E
 
 
Classi V D-E
Scuola Primaria
Ins.Rosanna Spera
 
 
 
 

giovedì 26 gennaio 2012

Un delitto per l'ispettore Marlon


Stessi elementi ma tre versioni diverse di racconto giallo

"Una nipote affettuosa"

L'ispettore Marlon è un uomo di mezza età  con i capelli e i baffi bianchi.
Egli indossa una t-shirt gialla, un giubbotto verde, un paio di pantaloni blu e un paio di scarpe eleganti.
Marlon è un uomo abile e deciso e non fa mai a meno della sua lente d’ingrandimento, per studiare da vicino gli indizi.
Un giorno appena arrivato in ufficio, riceve una telefonata da Louise, la nipote di Gloria Swanson , famosa diva del cinema muto:
“Pronto polizia, qui è Louise nipote di Gloria Swanson, lei chi è?”
“Sono l’ ispettore  Marlon ,cosa è successo?”
“La mia prozia è morta in circostanze sospette , ci serve il suo aiuto!”




“Arrivo subito, mi dica il suo indirizzo”
“Mi trovo nella villa in Sunset  Baulevart”
“Grazie, saremo lì al più presto possibile “
“Ok,arrivederci!”
La villa della diva è molto lussuosa ha 18 camere ,di cui 2 cucine ,1 palestra,3 bagni,7 camere da letto e 7 salotti.
Inoltre la villa ha 2 giardini, uno interno e uno dove si trovavano molte specie di fiori.
Appena arrivato alla villa , Marlon viene raggiunto da Louise:
"Ben arrivato ispettore ,la informo subito  che secondo mela zia non è morta per cause naturali”.
“ Lo scopriremo,abbia fiducia in noi"
L'ispettore annuncia :“Voglio iniziare subito con l’interrogatorio dei  parenti presenti in casa ,in particolare chi era con la donna al momento   della morte.
Linda con un filo di voce dice: “Sono a sua completa disposizione ispettore.
Nonostante il grande dolore per la morte della mia cara zia. Negli ultimi mesi mi sono dedicata personalmente a lei facendola seguire dal bravo medico Mouse”
“Ok per me può bastare signorina,vorrei sentire la domestica."
Maria è addolorata ma si fa avanti :"Salve commissario,cercherò di aiutarla nelle indagini ,io adoravo la signorina Gloria"
“ Vuole parlarmi dei rapporti che aveva la vittima con le nipoti?”.
“Louise era tanto dolce e premurosa con la povera signora e la vedo tanto addolorata per la sua perdita.
Linda si occupava della salute della zia, ma tutte le volte che veniva il medico ,suo amico intimo, parlavano sempre a bassa voce e stavano ore chiusi in  camera  con la signora Gloria.
Io mi accorgevo che le condizioni di salute della poveretta andavano a peggiorare , lo avevo  anche detto a Linda ma lei mi rimproverava e mi diceva di farmi gli affari miei.
Linda era gelosa di Louise e le nascondeva che la zia si stava aggravando”
La domestica completata la deposizione è molto triste perchè era affezionata alla defunta.
“Ok bastano queste testimonianze,è ora che io porti alcuni oggetti in laboratorio per analizzarli.
I poliziotti portano via il pigiama della vittima,le medicine e il termometro.


Dopo giorni di attesa , squilla il telefono in casa Swanson 
“Pronto chi parla!?”
“Qui è l'ispettore Marlon,abbiamo ritirato gli esami di laboratorio e ho urgenza di parlare con le nipoti .
Giunto alla villa l'ispettore dice alle due donne:"Siamo ad una svolta decisiva il colpevole è già noto,care signore!!!
La vostra zia è stata avvelenata con un eccessiva dose di anestetico disponibile solo negli ospedali ,infatti sono state trovate grandi quantità sul termometro. Su di esso c’erano anche le impronte della signorina Linda. Quindi gli unici sospettati sono lei e il dottore Mouse. !
Linda ormai smascherata urla :”Oh no !Non è possibile io adoravo la zia!!!”
Ma l'ispettore continua dicendo :"Dagli interrogatori è emerso che lei nutriva odio per la zia, perché era legata a sua sorella Louise.
Lei sicuramente ha preferito uccidere la zia per paura che lei facesse un  unico testamento per sua sorella Louise. Dunque la  dichiaro in arresto!!”
Ancora una volta l’ispettore Marlon ha risolto brillantemente il caso.
Giorgia A.
V E  Scuola Primaria

 "La boccetta misteriosa"

Su una sedia di un ufficio di Polizia di Los Angeles, sedeva un uomo basso, baffuto e con una chioma brizzolata.
Marlon, così si chiamava, era un ispettore molto abile nel suo lavoro.
Dalla scrivania del suo ufficio squillò il telefono e l’ispettore rispose:
“Ufficio di Polizia di Los Angeles, che cosa posso fare per lei?”
“Salve ispettore Marlon, sono Louise, la chiamo per la morte della mia prozia, Gloria Swanson, era una famosa diva del cinema muto e la sua scomparsa desta molti sospetti.”


“Buonasera signorina Louise, che ne dice se ci vediamo alla villa verso le ore 15.00?”
“Perfetto, a più tardi!” rispose Louise prima di riattaccare.
Girato l’angolo della Sunset Boulevard si intravedeva una villa antica circondata da un giardino fiorito.
Davanti al cancello vi era la signorina Louise, Marlon si avvicinò e chiese alla donna :  “La signorina Louise? Salve, sono l’ispettore Marlon.”
“Ispettore come le ho già detto al telefono la mia prozia è morta, non per cause naturali, ma per avvelenamento.”
“Bene, adesso inizierò ad indagare.”
L’ispettore iniziò a interrogare i presenti: Linda, la sorella di Louise che negli ultimi tempi aveva assistito la zia malata, e la domestica.
“Negli ultimi tempi sono stata molto vicina alla prozia mentre Louise era impegnata nel suo lavoro d’attrice. Per questo motivo mi sono rivolta al dottor Mouse, è un medico molto famoso ed ero sicura che sarebbe riuscito a curarla.”


Ma le parole di Linda vennero smentite dalla domestica.
“La signorina Linda odiava la mia padrona e quel medico non mi è mai piaciuto. Si dice che tra lui e la signorina Linda ci sia del tenero.”
Dopo aver sentito le parole della domestica l’ispettore decise di analizzare alcuni oggetti presenti nella camera della diva con l’aiuto della polizia scientifica.
Tra questi oggetti vi era il termometro che Linda utilizzava per misurare la temperatura alla zia.
L’oggetto venne portato in laboratorio e la scientifica analizzò quello strano liquido trovato nel termometro, che si rivelò essere un micidiale veleno.
Questa sostanza poteva procurarsela solo il dottore Mouse e Linda era l’unica che poteva avvelenare la zia senza dare sospetto.
L’ispettore Marlon arrivato alla soluzione riunì tutti i presenti nel salone principale della villa: “Proprio per farvi comprendere meglio come si siano svolti i fatti, partirò dall’inizio.
Mi avete detto che la signorina Linda si è presa cura della defunta nell’ultimo periodo ma, a differenza di quello che mi ha detto lei odiava la zia ed era gelosa del rapporto con la sorella.
Per questi motivi Linda si è rivolta al dottor Mouse, ed è proprio il dottore che ha procurato il veleno, la cui boccetta è stata trovata nel suo ospedale. La signorina Linda ogni sera avvelenava con piccole dosi la zia mettendole il termometro in bocca. E’ così signorina Linda?”
Vistasi scoperta la donna ammise: “Si ispettore. Alla morte della zia avrei ereditato le sue enormi ricchezze insieme a mia sorella Louise.
 Ma quella vecchia non mi sopportava e temevo che mi avrebbe diseredata per lasciare tutto a Louise, per questo l’ho avvelenata.”
Detto questo Linda scoppiò in lacrime e fu portata via dalla polizia insieme al suo complice.
Alessio C.
V E  Scuola Primaria

" Un indizio nella stanza"

Los Angeles. Ufficio di Polizia, l’Ispettore Marlon è nel suo ufficio come ogni giorno, l'agente che si trova con lui nella stanza risponde al telefono: è la giovane Louise, che disperata chiede che qualcuno possa  di recarsi urgentemente nella villa in Sunset Boulevard: la morte di sua prozia, la famosa diva del cinema muto Gloria, desta molti sospetti……
"Buongiorno, qui ufficio di Polizia, chi parla?"
"Salve, sono Louise Swanson e volevo un ispettore per ispezionare la villa di mia prozia Gloria, molto famosa nel cinema muto."
"Le manderò Marlon, uno dei nostri migliori, si faccia trovare davanti il cancello della villa, indirizzo?"
"Viale Friends  ,numero 198, vi prego fate presto!!!


Arrivato alla villa, Marlon viene informato da Louise che la vecchia Swanson è deceduta non per cause naturali, ma per avvelenamento.
L’ispettore, esamina la casa con attenzione, dopo chiede:"Dove si trovava sua zia quando l’ha trovata morta?"
"Nella sua stanza,ispettore, caduta dal letto, per terra sul pavimento"
Marlon entra nella stanza descritta ed esclama:"Molto strano, questa stanza emana un cattivo odore, ma è ordinata….anche troppo!!! "
L'ispettore rivolto alla donna dice :"Si prepari per gli interrogatori, Louise, la prego di portare tutti i suoi amici e i suoi parenti, nel mio ufficio,domani mattina alle ore 9.00"
Il giorno prestabilito cominciano gli interrogatori e Marlon chiede ai presenti chi sono, come si chiamano e cosa sanno della morte di Gloria.
Dopo pochi secondi un tizio esclama:"Salve, sono il maggiordomo della villa di Gloria e la informo dell’esistenza di Linda, sorella di Louise."
Linda lì presente dice:"Sì, infatti, ho curato mia zia negli ultimi mesi insieme al dr. Mouse.
Io ho curato mia zia Gloria perché durante la nostra infanzia lei ci portava al  parco, cucinava biscottini, ci coccolava..!"
"Bando alle ciance!!"urla  l’Ispettore Marlon stufo di sentire quelle sciocchezze; infine dopo aver ascoltato i presenti esclama:"Fine degli interrogatori, potete andare."
Le persone sospettate  si avviano verso la porta ma prima di uscire , bisbigliando una domestica dice a Marlon:"Linda e Mouse si amano e lei la Swanson la odiava perché era affettuosa con la sorella. "
Marlon stupito, chiama la polizia scientifica e fa analizzare gli oggetti presi nella stanza della diva.


Egli scopre che sul termometro c’era del veleno e successivamente chiama Louise e le parla dell’incontro al tribunale per la risoluzione del caso.
Il giorno dopo alle ore 10:00 davanti ala Giudice ha luogo l’interrogatorio e l’investigatore comincia a parlare:"Giudice,signori della Giuria, io, sul caso della giovane Louise che ha scoperto sua zia morta nella sua villa, ho molti sospetti.
Prima, ero confuso, ma poi ho saputo di Linda, la sorella di Louise che aveva curato Gloria Swanson negli ultimi  mesi.
Inoltre sono stato informato dell’amore di Linda verso il Dr. Mouse.
Poi ho scoperto che Linda odiava la zia perché essa preferiva sua sorella."
Linda arrabbiata e furiosa interrompe: "Falso, tutte menzogne!"
Il giudice rimprovera Linda e dice all’ispettore di continuare.


"Stavo dicendo, ho fatto analizzare il termometro e ho scoperto grazie alle analisi, delle sostanze che c’era un veleno presente nell’ospedale del dr. Mouse. Perciò io accuso Linda di avere messo un termometro avvelenato in bocca alla vecchia Swanson ogni volta che aveva la febbre, per poter  anche lei ereditare le enormi ricchezze. Lo provano le  impronte digitali sul termometro. E' lei la colpevole con la complicità del dottore!!!"
Linda prova a rispondere ma il giudice la anticipa:"Mi dispiace, Linda ed il Dr. Mouse siete colpevoli!Ci sono prove indiscutibili e il caso è chiuso.
Arrestate quei due !"
Il burbero ispettore Marlon,ancora una volta , ha risolto brillantemente un altro caso.
Claudio B.
V D  Scuola Primaria


Classi V D-E
Scuola Primaria
Ins. Rosanna Spera



mercoledì 7 dicembre 2011

Biografia di ...due ex allievi della nostra scuola!!!


Nonna Ida
Mia nonna si chiama Ida ,è nata a Palermo il 26 Ottobre 1932,
è alta , ha gli occhi azzurri e ha 79 anni.
Vive a Palermo da sempre con la sua famiglia , fatta eccezione per
un breve periodo  durante la guerra ,quando   suo padre  aveva fatto
trasferire tutta la famiglia a Romano di Lombardia, un paesino in provincia di Bergamo.
Ha frequentato, come me, la scuola elementare “Lombardo 
Radice” e per qualche periodo anche la scuola "Ragusa Moleti".



Quando mia nonna era piccola c’era la guerra e quindi a volte
dovevano lasciare la scuola per andarsi a rifugiare in posti sicuri.
Mia nonna si è sposata e ha avuto 2 figli: mia madre e mio zio.
Mia nonna svolgeva il lavoro di sarta e tutti dicevano che era molto brava.
Un episodio che ricordo con piacere è quando siamo partiti a Roma
e fu la prima volta che mia nonna ha acceso l’ aria condizionata,
infatti, lei sostiene che faccia male alla salute , ed è per questo che
non ha mai voluto far installare il climatizzatore a casa !!!
Ma quella volta faceva proprio molto caldo e si è dovuta arrendere.
Tutti dicono che mia nonna è simpatica ma per me è più che
simpatica, è una persona speciale a cui voglio tanto bene!

Francesco G. V E
Scuola Primaria



Nonno Nicola
Mio nonno materno ha 63 anni e si chiama Nicola ,è nato a Palermo il 23 Febbraio del 1948.
Lui , da piccolo,viveva a  Palermo in una casa a Piazza Indipendenza con la sua famiglia.
Era un bimbo molto tranquillo, ubbidiente e si accontentava di tutto.
Di mio nonno conosco due episodi molto tristi della sua vita,
 il primo è quando  è rimasto orfano di madre a 17 anni ed essendo
 la sua una famiglia numerosa, suo papà non poteva più badare a
 tutti i figli e Nicola  è andato a vivere dai suoi nonni.
Un altro episodio,anche questo triste, è che quando era piccolo in
estate i suoi genitori lo portavano in collegio a San Martino delle Scale.
La scuola elementare che ha frequentato è stata la “ Lombardo
Radice” e lui mi raccontava che l’insegnante era severa e manesca,
infatti tutte le volte che sbagliava i compiti veniva bacchettato.



Mio nonno è allegro, religioso praticante, infatti lui insieme alla
nonna sono missionari a Medjugorje.
Ha la passione della musica, canta e suona la chitarra classica.      
                  
Il nonno è sposato con nonna Cettina  da questo matrimonio hanno
avuto quattro figli, due femmine e due maschi.
Di mio nonno Nicola ne parlano tutti bene, perché ha un carattere pacifico e paziente.
Mi ritengo fortunato di aver un nonno così speciale che si dedica
tanto ai nipoti con immenso amore .
Flavio R. V E
Scuola Primaria

Ringraziamo nonno Nicola  e nonna Ida per averci concesso
l'autorizzazione per la pubblicazione delle loro foto sul Blog.
Ins. Rosalia Di Piazza e Rosanna Spera