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martedì 29 ottobre 2013

L'AUTUNNO


ATTIVITA' GRAFICO - PITTORICA SULL'AUTUNNO




 

Cadon le foglie come farfalle:

ve n'è di rosse, ve n'è di gialle,

volteggiano un momento

e partono col vento.

E la povera pianta: là, nell'aria

rabbrividisce nuda e solitaria.
 


 
CLASSI II A/B
SCUOLA PRIMARIA

giovedì 29 marzo 2012

I Greci

Ricerca e confronto di testi informativi.

Dove e quando

La penisola Greca si estende nel Mar Mediterraneo ed è bagnata a occidente dal Mar Ionio e a oriente dal Mar Egeo.
Anticamente si chiamava Ellade: solo più tardi i Romani le diedero il nome di Grecia.
Attorno al 1200 a.C. i Dori, un popolo nomade proveniente dal nord Europa invasero gli Achei, abitanti della penisola.
I Dori prevalsero sugli Achei perché conoscevano la fusione del ferro .A partire dal 900 a.C., in seguito all’integrazione dei due popoli, nacque la civiltà Greca che raggiunse il massimo splendore attorno il  V° secolo a.C. .
I Greci fondarono  anche molte colonie fuori dalla penisola, diffondendo la loro cultura.
I Greci dominarono per molto tempo il Mar Mediterraneo vincendo sull’impero Persiano.
La Guerra del Peloponneso coinvolse i Greci e i Macedoni  dal 431 a.C. al 404 a.C. indebolendo i Greci e facendo prevalere i Macedoni.
Il territorio era montuoso con boschi e macchia mediterranea quindi non facilitava l’agricoltura che si limitava alla produzione di cereali e lino.
Il clima era favorevole e il terreno era argilloso e si lavorava con difficoltà.
In collina si coltivavano alberi da frutto, viti e olivi; si allevavano animali adatti ai pascoli: maiali, ovini e caprini.
I Greci erano organizzati in città stato detta polis, che significa
 “ comunità dei cittadini”.
La polis comprendeva sia il  centro urbano, cinto da mura e costituito dalla acropoli con edifici pubblici e i templi, dall’Agorà dove si svolgeva il mercato e i cittadini si riunivano per discutere i problemi dello stato, e dalle abitazioni, sia il territorio circostante: la così detta Chora, dal Greco “ Regione”.
La parte bassa  della città era chiamata Asty ed era di norma la parte dell’abitazione più povera, dove vivevano contadini e artigiani.
I ricchi abitavano in belle case di due piani con un cortile e con il piano superiore, il gineceo, riservato alle donne mentre i poveri abitavano in case di legno e mattoni crudi, oppure vivevano in case scavate nella roccia.

Attività

I Greci erano abili artigiani: producevano gioielli, armi, oggetti in bronzo e ferro, anfore e vasi su cui venivano dipinte scene di vita quotidiana o mitologia. 
 Le donne si occupavano di lavorare stoffe e abiti in lino e lana.
I Greci non avevano materie prime perciò commerciavano con i popoli vicini per ottenerle scambiandole con vino, olio e vasellame.

Società

Le città della Grecia, non furono mai un unico stato ma furono un unico popolo, gli Elleni,  perché avevano in comune la lingua, la scrittura alfabetica e la religione.
Le Poleis erano autonome e indipendenti, infatti avevano usi e costumi diversi.
 All’inizio il governo delle Poleis era in mano alla monarchia, dove un Re  aveva il potere assoluto.
Questo potere col tempo  passò all’aristocrazia, quindi a governare erano i  ricchi proprietari terrieri.
Quando si formarono nuovi gruppi sociali formati da mercanti artigiani, questi vollero entrare in politica: nacque così la Democrazia: grande esempio fù la città di Atene.
La popolazione comprendeva gli stranieri, gli schiavi e i cittadini.
I cittadini erano uomini ricchi e poveri, ognuno di essi poteva essere eletto ad una carica pubblica o militare nell’esercito, ed erano persone libere.
Gli stranieri erano uomini liberi, ma non potevano essere eletti.
Gli schiavi erano uomini che non avevano pagato i propri debiti o prigionieri di guerra.
 Le donne, non avevano diritti politici, non potevano andare a scuola, ma dovevano sottostare alle decisioni del padre o del marito.
Tutti i cittadini maschi potevano essere eletti a cariche pubbliche o militari e l’incarico durava un anno
Il potere legislativo era affidato all’ecclesia cioè un’assemblea composta da tutti i cittadini maschi adulti.
Per far rispettare le leggi si riuniva un’assemblea di 500 cittadini sorteggiati tra i membri delle tribù (Bulè). 
Chi trasgrediva le leggi era giudicato e punito da una assemblea di giudici detta Areopago.
Gli ateniesi esiliavano chi minacciava la democrazia attraverso l’ostracismo: i cittadini scrivevano su un coccio di ceramica ,detto ostrakon, il nome dell’uomo da esiliare.

Sparta e Atene

Atene e Sparta furono le Poleis più importanti dell’antica Grecia, ma erano molto diverse fra loro, infatti mentre Atene si caratterizzava per la forma di governo democratico,  a Sparta c’era un governo oligarchico dove le decisioni erano prese da un gruppo ristretto di nobili: gli efori che insieme agli spartiati detenevano il potere.
Sottoposti agli spartiati c’erano i perieci che erano uomini liberi, ma non avevano diritti politici.
Gli schiavi detti ilioti dovevano lavorare per gli spartiati e non avevano nessun diritto.
Anche i bambini spartani conducevano una vita diversa da quella dei bambini ateniesi.
I piccoli spartani alla nascita venivano visitati da funzionari pubblici che stabilivano se erano fisicamente a posto.
Se il responso era negativo, essi venivano abbandonati ( e condannati così a morire); altrimenti, all’età di sette anni venivano tolti alle famiglie e allevati dallo stato, in gruppi, sotto la guida di un ragazzo più anziano.
Allenamenti, studio, sonno, tutto si svolgeva in comune.
 La durezza dell’educazione dei giovani spartani era tremenda.
Dormivano su pagliericci, avevano una sola tunica, camminavano a piedi scalzi, erano rasati a zero, spesso giocavano nudi.
Lo scopo di queste e altre dure prove era quello di creare dei soldati invincibili.
L’educazione era soprattutto fisica e militare:pochissime erano le nozioni letterarie, quasi tutte composte da poesie omeriche o patriottiche.
Nell’antica sparta lo scopo dell’educazione giovanile era di creare i presupposti per un esercito forte e disciplinato.
A scuola insegnavano loro capacità di sopravvivere e le altre abilità necessarie per fare un grande soldato.
Anche se agli studenti insegnavano a leggere e scrivere, quelle abilità non erano molto importanti per lo spartano antico; solamente la guerra importava.
I maschi spartani all’età di 18/20 anni dovevano superare una prova difficile di capacità di adattamento abilità militare e abilità i comando.
Ogni maschio spartano che non superava questi esami diventava un PERIOIKOS (ai perieci era permesso di avere proprietà, praticare il commercio, ma non di esercitare diritti politici in quanto non erano considerati cittadini).
Chi superava la prova, diventava cittadino e soldato, con pieni diritti.
Le bambine seguivano un addestramento simile a quello dei maschi e dovevano avere tanta cura del corpo per fare figli forti e coraggiosi.
I bambini ateniesi fino a sette anni stavano in casa, poi frequentavano scuole private dove imparavano a leggere e a scrivere, studiavano opere letterarie e la matematica, con un maestro che si chiamava“ Grammatista".
Imparavano anche la musica dal citarista, suonando la lira, la cetra e il flauto.
L’oratore insegnava ai ragazzi come parlare e ragionare in pubblico.
Le femmine rimanevano a casa, studiavano in casa, si occupavano dei lavori domestici, uscivano solo per le cerimonie religiose.
I giocattoli dei bambini erano trottole, cerchi, rocchetti (yo-yo), astragali, palle.
Le bambine rimanevano  invece in casa e si occupavano dei lavori domestici.
Imparavano a leggere e a scrivere, trascorrevano gran parte del tempo nel gineceo, non avevano libertà di uscire di casa, tranne che per le cerimonie religiose.
Le donne ad Atene non avevano diritti e svolgevano  la loro vita nel gineceo, invece a Sparta praticavano molti sport, potevano uscire di casa e non si occupavano dei lavori domestici perché erano affidati agli schiavi.

Conoscenze

Nelle poleis e ad Atene più che altrove,  si sviluppavano arte, scienze, cultura: matematica, medicina, storia, architettura; nacque pure la filosofia cioè quella scienza che si domandava il senso della vita dell’uomo, separando il suo destino dall’influenza degli dèi, rendendolo protagonista della sua vita.
I più famosi filosofi furono Platone, Socrate e Aristotele.
In campo matematico si distinsero Talete,Euclide e Pitagora, le cui regole matematiche ancora oggi sono studiate.
Nel V secolo i maggiori artisti del periodo, ad esempio Fidia, Mirone e Policleto furono chiamati ad abbellire Atene con monumenti e opere d’arte che sono ancora oggi ammirati da tutto il mondo, come ad esempio i Bronzi di Riace e il Discobolo.

Religione

I Greci erano politeisti adoravano,infatti, molti Dei.
Gli dei avevano  l’aspetto degli uomini, con difetto, sentimento e passioni.
Le divinità più importanti vivevano sul monte Olimpo, quelli minori nei boschi, nei fiumi e nei mari.
Zeus era  il Re di tutti gli Dei e anche Dio della giustizia, altri dei erano :Poseidone ,
il re del mare; Era, la sposa di Zeus e dèa dei matrimoni e delle nascite; Atena dèa della sapienza; Ares dio della guerra; Afrodite dèa della bellezza e dell’amore.
Seguivano :Ermes dio messaggero; Artemide dèa dei boschi e della caccia;  Apollo dio della poesia e della musica.
Tutti gli dei davano premi e punizioni agli uomini.
Per adorare gli Dei i Greci realizzarono delle strutture architettoniche detti  Templi, ognuno dedicato a una divinità.
 Solo i Sacerdoti potevano custodire il Dio e recare le offerte dei fedeli e potevano entrare nella cella in cui era conservata la statua del Dio a cui era dedicato il tempio.
Le cerimonie si svolgevano all’esterno dove sorgeva l’altare.
I Greci celebravano i loro dèi con giochi detti Olimpiadi, intitolati al dio Zeus. 
 Si svolgevano ad Olimpia ogni quattro anni gare di pugilato, di lotta, di lancio del disco, corse di carri trainati da cavalli, corse atletiche di duecento metri fatte nello stadion.
Gli atleti gareggiavano nudi e in caso di vincita ricevevano una corona di ulivo.
Durante questi giochi si interrompevano le guerre in corso, tra le diverse città-stato.
I Greci contavano gli anni a partire dai primi giochi olimpici: 776 a.C..

Vita quotidiana

Gli Ateniesi vivevano spesso, per il gran caldo, fuori casa.
Gli uomini si incontravano nell’agorà, le donne restavano nel gineceo perché non era conveniente uscire.
Gli uomini indossavano una tunica, il chitone e portavano sandali di cuoio o di sughero; le donne indossavano il peplo e quelle più ricche si adornavano con gioielli.
Ad Atene erano frequenti i banchetti detti simposi. 
 Si mangiavano: pane, focacce di orzo, purè di legumi, olive, formaggio e pesce in città e carne in campagna.
Si bevevano vino, latte, idromele (=acqua e miele).
Nelle case più ricche le cene erano accompagnate dalla musica.
Inizialmente le rappresentazioni erano rappresentazioni sacre in onore di Dioniso.
Con il passare del tempo divennero veri e propri spettacoli e le storie non trattavano soltanto degli Dei ma anche di antichi Re, Eroi o episodi di vita quotidiana.
I Greci inventarono una nuova forma di spettacolo: il teatro. 
 Tutti potevano assistere allo spettacolo perchè lo Stato rimborsava il biglietto ai più poveri.
Gli attori erano solo uomini, poi c’era il coro di cantanti e danzatori.
Gli spettacoli erano:
·        Commedie, erano opere divertenti di scene di vita quotidiana;
·        Tragedie, erano drammi che narravano la storia di personaggi ed eroi;
·        Satire, erano opere divertenti svolte dopo le tragedie per risollevare il morale degli spettatori, prendevano in giro gli uomini più noti della polis.
Il teatro presentava le gradinate dove gli spettatori assistevano seduti, la scena dove gli attori recitavano, otri di terracotta per amplificare le voci poste attorno alla scena, il proscenio e l’orchestra, spazio circolare riservato al coro.

Le colonie

La cultura Greca si espanse fuori i confini della penisola attraverso un’opera di colonizzazione sia verso oriente che verso occidente.
Le colonie fondate nelle regioni meridionali dell’ Italia furono chiamate Magna Grecia che vuol dire “ Grande Grecia “.
Le colonie generalmente non furono fondate dei governi delle città greche, ma furono dovute all’iniziativa di privati cittadini.
La nuova comunità, sorta in lidi lontani, era politicamente indipendente dalla città ordinaria, ma i suoi fondatori conservavano il dialetto, la religione, i costumi, gli stessi ordinamenti politici della patria.
 La colonia offriva l’opportunità di basi per le navi della madre patria, un mercato di sbocco per i suoi prodotti industriali, un centro di rifornimento di materie prime, e condizioni di privilegio erano fatte dalle colonie agli abitanti dell’antica patria.
La colonia veniva costruita su un’altura vicino a una costa e la proteggevano con una cinta di mura; prendevano poi possesso delle terre circostanti, per coltivarli.
Le più famose e potenti colonie greche furono quelle dell’Italia Meridionale e della Sicilia, grazie anche al clima favorevole, alla coltivazione di grano, vite e ulivo.
Tra queste: Rhegion (Reggio Calabria), Kroton (Crotone), Sybaris (Sibari), Metapontion ( Metaponto), Poseidonia (Paestum), Syraka (Siracusa), Taras (Taranto), Ghelas (Gela) ed Akagras (Agrigento).
La colonia più antica era quella di Pthekoussai, nei pressi di lacco ameno nell’odierna Isola d’Ischia,  mentre tra le più recenti vi furono le Eolie Cnidie.
Erano queste grandi Poleis che, grazie ai loro commerci ed alle loro scuole artistiche e filosofiche, divennero città regine del Mediterraneo centrale, dando vita all’appellativo di Magna Grecia.
In Italia centrale sorgevano Ankon (Ancona) ed  Adria che si trova in Veneto.
In Francia molto importanti erano le colonie Massalia (Marsiglia) e Nikaia (Nizza).

Giorgia A.         V E
Beatrice  B.       V E
Arianna  C.       V E
Marta C.           V E
Andrea  D.A.    V E
Fabrizio G.       V E
Francesco G.   V E
Paolo S.           V D

Scuola Primaria

lunedì 16 maggio 2011

Shoah

Mi chiamo Katia Martines e frequento la 2 E della scuola G. Mazzini. Io con la mia classe abbiamo affrontato l’argomento sulla Shoah.

Con il termine Shoah venne ufficialmente indicato lo sterminio degli ebrei operato dai nazisti. Nella parola “shoah”, voce biblica che significa “catastrofe, disastro”, è implicito che quanto è accaduto non ha alcun significato religioso, contrariamente a ciò che richiama il termine olocausto, spesso usato, che rinvia a un’idea di sacrificio di espiazione. La Shoah è piuttosto un genocidio, ovvero un’azione criminale che, attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, è finalizzata alla distruzione di un gruppo etnico, nazionale, razziale o religioso. Ben sei milioni di ebrei (secondo fonti tedesche), giovani, vecchi, neonati e adulti, furono uccisi dalla violenza nazista.

Come venivano trattati:

I. la privazione dei diritti civili dei cittadini ebrei;

II. la loro espulsione dai territori della Germania;

III. la creazione di ghetti circondati da filo spinato, muri e guardie armate nei territori conquistati, dove gli ebrei furono costretti a vivere separati dalla società e in precarie condizioni sanitarie ed economiche;

IV. i massacri delle squadre di riservisti incaricate di eliminare ogni oppositore del nazismo nei territori conquistati dall’Ucraina e della Russia durante le azioni di rastrellamento;

V. la deportazione nei campi di sterminio in Polonia dove, dopo un’immediata selezione, gli ebrei venivano o uccisi subito con il gas o inviati nei campi di lavoro e sfruttati fino all’esaurimento delle forze, per essere poi comunque eliminati. Le persone deportate nei campi di concentramento erano sottoposte a condizioni proibitive: la sottile casacca carceraria non proteggeva gli internati dal freddo; i cambi di biancheria si succedevano ad intervalli plurisettimanali e persino mensili, e gli internati non avevano la possibilità di lavarla. Ciò era causa di diffusione di epidemie e di diverse malattie, in particolare del tifo, della febbre tifoidea e della scabbia.

Molti malati non venivano accettati in ospedale per il troppo affollamento; in tale situazione i medici delle SS conducevano periodicamente delle selezioni, sia tra i malati ed i convalescenti in ospedale, sia tra gli internati alloggiati in altri blocchi. I più deboli e coloro che non davano speranze di pronta guarigione erano portati nelle camere a gas, oppure soppressi in ospedale con iniezioni di fenolo al cuore. Per questo motivo i detenuti avevano soprannominato l'ospedale ‘anticamera del crematorio. Oltre alle esecuzioni ed alle camere a gas, un efficace mezzo di sterminio era il lavoro. I detenuti erano utilizzati in diversi settori lavorativi. Inizialmente lavoravano all'ampliamento del campo di concentramento livellando il terreno, costruendo nuovi blocchi e baracche, strade, canali di prosciugamento. Le condizioni abitative, sebbene differenti nei vari periodi di esistenza del campo, furono sempre disastrose. I detenuti arrivati con i primi convogli dormivano sulla paglia sparsa sul pavimento di cemento, successivamente si usarono pagliericci. A seconda dei motivi dell'arresto i detenuti erano contrassegnati da triangoli di diverso colore, cuciti sulle casacche degli internati insieme al numero di matricola. Una parte degli internati portava triangoli di colore rosso assegnato ai prigionieri politici. I triangoli neri erano destinati agli zingari ed ai detenuti ritenuti asociali dai nazisti. Agli studiosi delle Sacre Scritture erano destinati dei triangoli viola, agli omosessuali rosa ed ai criminali verdi. A colazione il detenuto riceveva circa mezzo litro di caffè, ovvero un decotto di erbe; a pranzo circa un litro di minestra senza carne, spesso con verdure avariate. La cena consisteva in circa 300 - 350 grammi di pane nero duro come pietra, in quantità irrisorie di un altro alimento e da una bevanda d'erbe. Il lavoro pesante e la fame causavano l'esaurimento totale dell'organismo. La carenza di alimenti sufficienti portava spesso alla morte per fame. Dopo aver raccontato la storia della Shoah, io con i miei compagni a scuola abbiamo visto alcuni film come: LA VITA è BELLA, ARRIVEDERCI RAGAZZI e poi ci siamo riuniti fuori il cinema con anche alcuni docenti, le Prof.sse Pinsino e Russo, per vederci un altro film relativo alla Shoah dal titolo: VENTO DI PRIMAVERA. La trama di questo film è la seguente: La Francia è sotto l'occupazione tedesca. Gli ebrei vengono prima costretti a portare la stella gialla, poi vengono allontanati da ogni luogo pubblico, dal loro impiego, dalle scuole. Nel quartiere di Montmartre vivono molte famiglie ebree tra cui quella di Joseph, 10 anni. Nella notte tra il 15 e il 16 Luglio, oltre 13.000 ebrei furono arrestati a Parigi. Vennero divisi in 2 categorie: le famiglie con figli e le persone nubili. Le prime, radunate nello stadio del velodromo d’inverno, il Vel d’Hiv di Parigi. I secondi smistati nel campo di Drancy, alla periferia della capitale francese, in attesa di essere deportati ad Auschwitz. Ma un mattino Joseph e gli altri bambini vengono separati dai genitori. E alla fine i due ragazzi che si sono salvati vanno a trovare l’infermiera e si abbracciano.

giovedì 5 maggio 2011

Viva l'Italia e Viva l'Unità

Alunna Chiara Longo

La storia vista dai ragazzi (4)

Ecco come i nostri ragazzi della terza F del plesso Mazzini hanno rappresentato e commentato i 150 anni dell'Unità




Sara Motisi







Sara Cavallaro







Michele Anello







Ilenia Giarraffa







Giorgia Marotta







Francesco Coniglio







Davide Marotta







Chiara Castiglia







Carlo Capobianco







Annalisa Amorese

mercoledì 4 maggio 2011

La storia vista dai ragazzi (3)

Ecco come i nostri ragazzi della seconda F del plesso Mazzini hanno rappresentato e commentato i 150 anni dell'Unità.




Valentina Lipari







Mattia Pipitone







Giuseppe Nicoletti







Giuseppe Iezzi







Giovanni Esposito







Francesca Vanessa Adragna








Daniele Russo








Carmela Cammisano







Andrea Falsone