lunedì 8 marzo 2010

I Fenici a Panormos - La Neapoli - Quarta puntata


La Neapoli
La Neapoli rappresentò la naturale espansione della città verso il mare. Essa in pochi anni si ingrandì più del doppio. Le botteghe artigiane, i mercati, i cantieri e le altre attività e gli addetti ai servizi facevano convivere serenamente gli abitanti la cui cittadinanza era formata da: indigeni, fenici, cartaginesi, greci e quant'altri lavorassero e risiedessero nella città. L'intreccio dei rapporti sociali e la variétà di razze favorì sicuramente la futura cultura multirazziale e multietnica di cui il popolo palermitano ancora oggi va fiero.
La cinta muraria venne estesa al nuovo perimetro e tre nuove porte vennero aperte in aggiunta all'unica rimasta della vecchia cinta: la porta che conduceva all'area riservata dove venivano seppelliti i morti. le 4 porte erano orientate in modo da permettere l'ispezione dei 4 lati dei muri perimetrali.
In basso presentiamo ciò che rimane oggi delle mura della Neapoli, osservabili all'angolo tra Piazza Bellini e Via Maqueda. Il senso in cui si protendono, e cioè verso il mare, ci fanno comprendere i confini di allora, verso ovest la Neapoli, verso est il corso del Fiume Kemonia e la campagna.

I Fenici a Panormos - La Paleapoli - Terza puntata


La Paleapoli

La Paleapoli rappresentò il nucleo abitativo primario della nuova Panormos. Fu cinta da alte mura e dotata di due porte: una orientata verso il mare (nord est) ed una orientata nel senso opposto a sud ovest. Quest'ultimo varco portava verso un'area pianeggiante ed omogenea: il luogo adatto alla futura Necropoli.
Della vecchia cinta muraria rimangono ancora oggi pochi tratti ma, tutto sommato, ben conservati. Qui appresso mostriamo: il muraglione di Via del Bastione eretto a ridosso del letto del fiume Kemonia e il muraglione di Corso Alberto Amedeo eretto sulla sponda destra del fiume Papireto.

8 Marzo - Festa della donna

Oggi è una ricorrenza che sembra aver perso l'originale valore di sacrificio e voglia di riscatto. Le parole sono ben poca cosa in confronto alle ingiustizie e alle mortificazioni subite nel corso dei secoli dalle donne del mondo intero. E ancor oggi in molti paesi esse rappresentano il "nulla", soggiogate a stili di vita disumani e in alcuni casi mutilanti della propria femminilità.
Ci permettiamo di orientare i navigatori su Wikipedia il cui link è molto esplicativo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Internazionale_della_Donna

I Fenici a Panormos - Seconda puntata

I Fenici a Panormos

I Fenici conoscevano bene le coste siciliane e le isolette vicine e commerciavano con gli abiatanti del luogo.
Con l'arrivo in Sicilia di numerosi coloni greci essi preferirono creare insediamneti stabili e territorialmente difendibili.
Fondarono così, nella Sicilia occidentale, Mozia posta di fronte a Cartagine e in seguito nacquero Solunto e infine Panormos.

Ci piace immaginare una piccola flotta di mercanti punici (cartaginesi) o fenici provenienti da altre colonie fenicie in navigazione sotto costa da Ovest verso Est lungo la Sicilia settentrionale. Siamo intorno all'anno 730 a. C. .
Superando la punta estrema dell’odierno Capo San Vito, scoprirono un enorme golfo (il Golfo di Castellammare) tutto sabbioso, poco adatto alle soste. Superando ancora gli speroni rocciosi dell’odierna Punta Raisi, di Capo Gallo e del Monte Pellegrino, subito dopo l’Addaura, notarono un tratto di costa che presentava il grande estuario di un fiume, luogo ideale per rifornirsi di acqua dolce. Le acque erano così calme e copiose che permettevano di risalire il fiume verso l’interno e trovare un facile riparo al naviglio. Il luogo doveva apparire particolarmente bello e rilassante oltre che suggestivo. La foce generava un ampio bacino, in alcune parti paludoso, ricco di canne e papiri, un ambiente favorevole alla riproduzione di uccelli migratori ed animali acquatici stanziali.
Questo luogo venne chiamato Panormos (nome di origine greca che vuol dire tutto porto) e opportunemente attrezzato avrebbe permesso l'attracco alle navi che all’interno dell’estuario potevano essere protette dalle mareggiate e celate alla vista di altri naviganti.
Risalendo i due bracci del fiume gli esploratori si accorsero che non si trattava di un unico corso d’acqua ma di due distinti fiumi: il Kemonia ad oriente (oggi deviato in direzione del fiume Oreto) e il Papireto ad occidente (oggi ingrottato).
Il tratto di terra che veniva generato dai letti dei due fiumi era fresco e ventilato, degradante verso il mare e nel punto elevato, circa 30 metri sul livello del mare, risultava ottimale come luogo di osservazione e favorevole all’insediamento umano.
Nacque così nell’area prescelta il primo nucleo abitativo fenicio che prese il nome di Paleapoli. I residenti della Paleapoli, genti composte da diverse etnie tra cui indigeni siculi, greci, fenici e puni, col tempo fortificarono la loro città; alzarono alte mura difensive (che ancora oggi si possono vedere ad esempio in Corso Alberto Amedeo, in Via del Bastione ed in altri punti della città) e crearono diverse porte di accesso (presumibilmente 4) che all'imbrunire o in caso di pericolo venivano chiuse.
La Paleapoli crebbe velocemente con l'aumento della popolazione e l'intensificarsi dei commerci con Cartagine.
Si rese necessario, quindi, costruire nuove abitazioni, botteghe artigiane e magazzini al di fuori delle mura di cinta, verso il mare.
Ebbe vita così una nuova città ormai più punica che fenicia: la Neapoli, che a sua volta fu un tutt'uno con la Paleapoli e venne difesa anch'essa da alte mura in continuazione della cinta originaria.

sabato 6 marzo 2010

I Lizioni (Le elezioni)

Questa breve poesia fu da me trascritta in occasione delle elezioni amministrative svoltesi nella Primavera 2007. Per il tema trattato e per l'attualità del contenuto (viste le vergogne partito - politiche a cui tutti giornalmente assistiamo)la rendo nota alla comunità perchè possa servire come riflessione ai grandi e di riflesso ai piccoli.

I LIZIONI

Ri quannu ‘mintarunu la liggi
ri tantu ‘ntantu iamu alli lizioni.
Si scrivinu li listi logni logni
e tutti vonnu u votu p’acchianari.
È sulu ‘na scartrizza, ‘na furbata,
un moru comu ‘natru p’arrubbari,
ma no macari picciuli o rinari
ma u cori e puru l’anima ri fissa.

Duranti la campagna littorali
ri Roma vennu i lupi accompagnati
ri soliti licchini e guardaspaddi.
Vinninu sogni e favusi ‘llusioni
pi chiddi ca su sempri ‘no bisognu!

È tristi ca s’arricordanu ri tia,
mannannuti li libra o li pizzina
cu scrittu: “amuninni, vota pi mmia”,
pi mettiri la funcia ‘na maidda!

Finiti li lizioni è tuttu comu prima,
un cancia nenti e aumentanu li tassi.
Curnutu è lu bisognu malirittu!
Ma comu tanti becchi ci cascamu!
a.a.

I Fenici - Prima puntata


I Fenici.
Un grande popolo che abitava le coste degli odierni Libano e Israele. Le città più importanti erano 3: Biblo, Tiro e Sidone.
In origine i fenici erano dediti alla pastorizia ed all’agricoltura, ben presto impararono a navigare ed a commerciare. Il naviglio veniva costruito grazie al legname di cedro che allora cresceva abbondante nelle estese foreste libanesi.

Nel Mediterraneo essi crearono vere e proprie vie commerciali.
L’espansione fenicia, in origine, non ebbe come scopo la colonizzazione di territori, essi preferirono creare luoghi fissi di scambio o veri e propri mercati dove barattare i loro prodotti con le popolazioni costiere con cui ebbero facili contatti, cioè greci, siculi, iblei (spagnoli), egiziani, africani. Utilizzavano queste aree anche come luoghi di sosta o di approdo, indispensabili per le navi di piccolo cabotaggio come quelle fenicie che si orientavano di giorno col sole e di notte con le stelle dell’Orsa Minore (chiamate dai greci, appunto, "Stelle Fenicie").
I fenici preferivano navigare sotto costa e di giorno; due punti di approdo, inoltre, non dovevano distare tra loro più di una giornata di navigazione.
I mercati più frequentati in origine furono quelli delle isole greche di Cipro, Creta e della città di Tebe. Man mano punti strategici e stabili mercati furono: Cartagine, Leptis Magna, Panormos, Solunto, Mozia, Cagliari, Malaga, Cadice.
Cartagine fu la città che ebbe il maggior afflusso commerciale ; da essa infatti ripartiva il naviglio proveniente dall’Iberia (Spagna) e dall’Africa carico di oro, argento ed altri metalli ed in essa arrivavano beni alimentari dalle ricche terre di Sicilia e Grecia. Il commercio e gli scambi resero ricche le terre toccate dai Fenici.
Panormos e Cartagine divennero col tempo un unico mercato.

I fenici possedevano una cultura non indifferente: avevano inventato l’alfabeto moderno che faceva corrispondere ad ogni suono un segno (l’alfabeto fenicio non aveva ancora le vocali che successivamente furono aggiunte dai Greci), sfruttarono l’invenzione del vetro e le qualità della porpora, una sostanza rossa estratta dalla conchiglia di alcuni animali marini (Murice) utilissima per colorare le vesti.

Una chiarificazione va fatta per comprendere la differenza che passa tra i termini fenicio e punico. Fenicio è tutto ciò che proviene dalla Fenicia (Libano, Israele), punico ha la stessa origine culturale fenicia ma proviene esclusivamente da Cartagine.

Progetto”Giochiamo l’inverno 2010”: prima giornata di gare.


Prima giornata di gare dei tornei di calcio a 5, dodgeball, quizzone.
Ieri si sono svolti i primi incontri.
I nostri ragazzi della scuola primaria hanno gareggiato con i ragazzi della scuola primaria Manzoni.
L’incontro di calcio è stato vinto dalla nostra squadra per 12 a 4.
Nell’incontro di dodgeball invece si sono imposti i nostri avversari per 3 a 2.
Nel quizzone (paroliamo e cruciverbone) le menti raffinate dei nostri piccoli intellettuali hanno battuto per 2 a 0 i loro coetanei della squadra avversaria.
Un buon inizio. Speriamo bene per il futuro.
In tale occasione abbiamo creato un logo che qui mostriamo.

lunedì 1 marzo 2010

Adozione monumento 2010


Anche quest'anno la nostra scuola partecipa al progetto "Palermo apre le porte. La scuola adotta la città" sotto la supervisione dell'Assesorato della Pubblica Istruzione del Comune di Palermo, settore Attività Culturali nella persona del responsabile Dott.ssa Cecilia Villanova e del suo staff.
Il monumento che i ragazzi presenteranno alla cittadinanza è "La necropoli punica" sita in Corso Calatafimi, proprio di fronte la nostra scuola.
Le piccole guide saranno impegnate ad Aprile il 16 - 17 e 18 e a Maggio il 7 - 8 e 9.
Nei prossimi giorni pubblicheremo a puntate la storia dei Fenici a Panormos e della Necropoli.
Buona adozione a tutti.

venerdì 26 febbraio 2010

Giochiamo l'inverno

Iniziano "i giochi d'inverno".
Prime sfide di calcio, dodgeball, quizzone giorno 5 marzo, venerdì, ore 9 , scuola Lombardo Radice.
Sfidanti: alunni della scuola Manzoni

Non di solo pane .......

Cari ragazzi,
spero che queste poche righe possano rappresentare un momento di riflessione da sviluppare in classe che può eventualmente poi essere partecipato ad amici e conoscenti.
Tutti coloro che hanno avuto la possibilità di ascoltare la messa domenica scorsa, nel passo del Vangelo vi era riportata la frase “non di solo pane vive l’uomo”. Per credenti e non credenti è una frase tipica, simbolica, spesso ripetuta a proposito e ma più spesso a sproposito, a convenienza, da grandi e piccoli. Se ne è così tanto abusato di tale detto che è divenuto un proverbio e le parole ormai sembrano svuotate dal loro significato originario che in origine è di matrice religiosa ma ha il proprio nucleo nella vita e nella società di ogni tempo.
Qui inizia l’analisi profonda del testo e la conseguente riflessione.
Si vive di solo pane? È così importante non vivere di solo pane?
I tempi moderni (e non solo) orientano i grandi e di conseguenza i piccoli a vivere per il “solo pane” che si può riassumere in: denaro, divertimento, successo, potere, auto, moto, gioielli,vestiti, barche, ecc. .
Non si può dire che il denaro non sia necessario per vivere; nella giusta quantità, esso permette di condurre un’esistenza decorosa. Un sano divertimento inteso come riposo è dovuto, rigenera la mente , aiuta gli animi a ritemprarsi. Quando tutto invece è portato all’estremo, come oggi si vede in TV nei telegiornali o leggendo i quotidiani ma anche semplicemente ascoltando i discorsi comuni tra amici, tra colleghi, tra compagni, allora ci si accorge che la società ha qualche problema, probabilmente è malata e rischia di aggravarsi ancor di più in brevissimo tempo.
Che esempi raccogliamo dalla diffusa corruzione? (dal vocabolario Zingarelli leggiamo: corruzione = atto che induce con doni, promesse e altro a fare cosa contraria al dovere).Moltissimi imprenditori, commercianti, impiegati, faccendieri, amministratori, ecc. pagano, corrompono, fanno accordi con politici, con mafiosi, malavitosi per vincere gare, forniture di beni e servizi. Coloro che prima venivano chiamati correttamente “LADRI” oggi benevolmente si apostrofano come corrotti, corruttori, birbantelli, gente che a spese di tutti VIVE DI SOLO PANE!
L’impero romano si disfece a causa proprio della corruzione, della decadenza dei costumi, del decoro, del mancato rispetto dell’uomo sull’uomo.
Chi vive di solo pane non conosce o ha dimenticato che in sé l’uomo è anche sentimento, emozione, gioia, dignità, giustizia, pace onestà e altre buone qualità (ciascuno ne aggiunga qualche altra).
Orbene, cari ragazzi, viviamo di pane ma dentro imbottiamolo possibilmente con un buon condimento, sano, “geneticamente non modificato”, di cui si possa essere orgogliosi e non “fessi”.
Lavoriamo tutti per migliorare e “cambiare” più che possibile il comune modo di pensare e di vivere.
È difficile ma si può riuscire a migliorare.
La vita non è un reality, il successo non dipende dall’essere veline, tronisti o naufraghi ma dal sentirsi uomini e donne istruiti, intellettuali, umani, civili, vivi, onesti.
Meditiamo ragazzi!

lunedì 15 febbraio 2010

14 Febbraio: una giornata particolare

Ieri, 14 febbraio, celeberrima festa dedicata agli innamorati, la città è rimasta ferma, sotto la pioggia. Hanno ben deciso, illuminatissimi nostri amministratori, di chiudere al traffico una bella superficie di città per abbattere lo smog e far vedere che anche noi a Palermo siamo “duri” come a Milano.
Le centraline che misurano i valori di inquinamento (che registrano cioè i livelli di PM10, le famose “polveri sottili”) proprio ieri erano in letargo vista la pioggia e il vento che hanno spazzato per tutta la settimana aria e suolo. È stata però una giornata di riflessione.
Il problema dell’inquinamento dell’aria c’è e, guarda caso, si registra a convenienza ma giammai quando vi sono momenti in cui il popolo dell’auto si muove per una ragione particolare: sconti, apertura di centri commerciali, offerte specialissime, mercatini rionali, doppie file, soste selvagge, ecc. o quando si verificano incidenti stradali dovuti principalmente alla velocità e alla mancanza di controlli sulle strade, non parliamo poi della chiusura o al restringimento “per lavori” di strade, autostrade e via dicendo.
Proviamo a riflettere a nostra volta.
La stagione degli sconti volge al termine ma ricordate il 2 gennaio data di inizio degli stessi, l’immobilismo dei veicoli a motore tutti incolonnati per raggiungere un parcheggio che spesso non esiste dato che la superficie della città è quella che è? Dalla provincia poi arrivano molti acquirenti e dove dobbiamo ospitare loro auto e dove le abbiamo ospitate in passato? Il rilevamento dei valori di inquinamento in quell’occasione e in tutte le altre domeniche con negozi aperti non è stato certamente comunicato a nessuno, anche perché un divieto di circolazione avrebbe irritato un bel po’ di commercianti, che sempre lacrimano crisi e caduta delle vendite.
Ricordate altresì a dicembre l’apertura del “Forum”? Fiumi di auto tutte messe in fila per ore per poter cercare di accedere al nuovo giocattolo che ti fa spendere tanti soldi e sei felice di farlo? L’inquinamento in quelle occasioni lo ha registrato qualcuno o attualmente c’è chi lo registra? È forse accertato che all’estrema periferia le polveri sottili fanno meno male ai cittadini?
La cosa più bella però l’abbiamo sotto gli occhi e nessuno la vede: l’indisciplina delle soste selvagge e le “strettoie” dei mercatini. Proviamo ad aprire una finestra che dà sul Corso Calatafimi (facciamo dalle 9 alle 12,30 e dalle 16 alle 19,30). Nella maggior parte del tempo si ascoltano clacson che di continuo chiedono il passo libero: le auto da cui provengono i suoni armoniosi sono costantemente impedite nel cammino da un puzzle di doppie file che impediscono una fluida viabilità. Esiste un controllo sul territorio?
I mercatini rionali sono però il meglio. Già dal mattino una innumerevole moltitudine di venditori abusivi, gli stessi a cui amorevolmente paghiamo mutua, buoni libro, integrazione all’affitto, e ogni altro beneficio in quanto disoccupati ed a ISEE zero, ebbene, costoro montano decine e decine di bancarelle fuori mercato, in doppia-doppia fila (la ripetizione non è un errore di scrittura ma indica quanto spazio di libera strada occupano) esponendo le merci proprio in mezzo alla strada da cui poi devono passare i pedoni il che restringe la carreggiata talmente da impedire il corretto passaggio di due autoveicoli nel proprio senso di marcia col conseguente crearsi di code e di traffico bloccato. Che inquinamento si registra in tali occasioni? Chi lo ha mai rilevato? E poi cosa si deposita sui frutti, sulle verdure e gli altri alimenti?
Perché l’inquinamento c’è solo se devo fare vedere che a Palermo si fa sul serio come a Milano?
Chiudere il traffico in una giornata in cui finalmente i negozi erano chiusi, il Palermo aveva giocato altrove e non “c’è gran che da fare” (come se le uniche “droghe” dei cittadini siano acquisti e calcio, oltre che a reality ed altre scemenze televisive, ma di questi ultimi ne parleremo un’altra volta) è stata una “furbata” unica: i nostri amministratori hanno voluto vincere facile e fare i duri, gli inflessibili di fronte alla realtà che già, dalle previsioni meteo, si prevedeva per la giornata di domenica maltempo e venti freddi: bloccare la città è stata una stupidata senza alle spalle un piano traffico serio, a lungo termine, non qualunquista, copione di altre realtà del nord dove i mezzi pubblici sono tali e passano puntualissimi tanto che alle fermate ci sono tabelle con gli orari di transito di autobus, tram e metro.
Forse si è trattato di un modo come un altro per elevare più di 700 multe e rimpinguare le casse comunali anche a spese di cittadini provenienti dalla provincia che evidentemente non erano informati.
Proviamo a pensare cosa hanno fatto ieri i nostri cari amministratori. Avevano le auto blu per muoversi in città o per uscire da essa a piacimento? Sono rimasti a casa o sono usciti per tempo? O ancora avevano “permessi speciali”? Chissà!
Forse è un sogno sperare di avere più autobus, più parcheggi gratuiti, più vigili (io preferisco i Carabinieri), più civiltà, più regole, più cittadinanza, più legalità, meno furbetti e meno ladri nelle amministrazioni.
Allora sì, avuti i mezzi e le opportunità ogni giorno con controlli capillari sulla viabilità e sugli abusivismi, nessuno si potrà (futuro) esimere da partecipare, per la salute di tutti, con impegno a volere aria, acqua, suolo puliti per dare (forse) un futuro alle nostre generazioni. ( a proposito di suolo avete mai visto cosa lasciano a terra i “mercanti” regolari e irregolari alla fine del “mercatino”? Avete mai pensato a cosa succede quando c’è del vento, dove volano i sacchetti di plastica buttati regolarmente a terra dai venditori di magliette e altri articoli di abbigliamento?)
Buona riflessione!

lunedì 8 febbraio 2010

Ebbene siamo un istituto comprensivo

E' arrivata la comunicazione ufficiale che dal prossimo anno scolastico, 2010-2011, la nostra scuola è stata unificata con la Scuola Media Giuseppe Mazzini diventando ISITUTO COMPRENSIVO.
Adesso che la nostra famiglia si è allargata invitiamo i genitori dei ragazzi che quest'anno frequentano la quinta classe ad iscrivere i prorpi figlioli presso la nostra nuova scuola media: sarà un piccolo polo d'eccellenza con l'aiuto di tutti. Lo auguriamo a noi stessi, lo auguriamo a tutti Voi.
Ricordiamo che il termine per le iscrizioni è il 27 febbraio. (accettimo iscrizioni in trasferimento da altre scuole anche dopo).
Auguri a tutti.

Ricevimento genitori per consegna schede 1° Quadrimestre

Giorno 16 febbraio i genitori sono invitati ad incontrare i docenti alle ore 16,00.
In tale occasione si potrà prendere visione dei giudizi contenuti nelle schede quadrimestrali.
Si raccomanda la massima partecipazione.

sabato 5 dicembre 2009

La vigilia dell'immacolata nella tradizione palermitana

Per grandi e piccoli una volta c'erano le tradizioni oggi sepolte dal consumismo, dalla Playstation e dalle mode importate dagli altri paesi.
A tal proposito si pensi per esempio alla "Festa dei morti" che per i bambini palermitani voleva dire regali e dolciumi "portati" proprio dai morti a cui andava gratitudine e al contempo un caro ricordo. Oggi c'è Halloween! Per favore .....! Ridiamo ai nostri bambini la fantasia!
Tornando al nostro tema, la vigilia dell'immacolata, una volta segnava l'inizio di una serie di momenti quasi magici.
Alcuni giorni prima era iniziata la preparazione del presepe: scelto un angolo della casa, su un tavolino alla buona si preparava una base con un sacco di juta (quello delle patate era ottimo), sulla parete si attaccava uno sfondo con le stelle, tutto intorno si costruivano le montagne e le grotte con la carta del pane o di giornale, il tutto dipinto con colori a tempera marrone e verde, il muschio posato qua e là, le pietruzze segnavano il corso di un torrente ricreato con la "mattula" (bambagia). Poste le luci (i "lampuzzi" o i classici "pisellini") per illuminare il prato o le grotte, venivano collocati sulla scena, proprio alla vigilia, i pastorelli di gesso di dimensioni spesso sproporzionate, a volte spizzicati o invalidi di qualche arto e la culla del Redentore veniva ricoperta con la bambagia (perchè ancora "Gesù deve arrivare"), il tutto spolverato col borotalco per simulare una bella nevicata. I bambini guardavano contenti tutto l'insieme e sognavano......
Intanto già nel tardo pomeriggio le donne preparavano la "pastella" e sbollentavano in enormi pentoloni fiocchi di broccoli, cardi e cuori di carciofi.
Il baccalà, messo a bagno giorni prima sotto un filino di acqua corrente per agevolare la perdita della propria salinità, era pronto per il soffritto di cipollata con lo zafferano e la compagnia dell'uvetta passa! Era il piatto dei poveri! Il famoso "baccalaru chi passuli". Una prelibatezza!
Nelle padelle ricolme d'olio caldo venivano "calate" cucchiaiate di pastella che immerse prendevano le forme più strane: le "Sfince" nuotavano, si rigiravano dorate e alla fine trovavano riposo sul piatto di portata ed erano rubate dai bambini (e anche dai grandi) soffiando sulle dita per non scottarsi e mangiate caldissime. Qualcuno preferiva "abbagnarle" (insaporirle) nello zucchero.
Seguiva l'impastellatura dei cardi o dei carciofi o dei broccoletti (o di tutti e tre) e la loro nuotata nell'olio bollente. ..... meglio non pensarci ..... .
"Tutti a tavolaaaaaaa!" A tale richiamo ognuno prendeva posto per ricevere la propria parte di bontà e richiedendo sicuramente il bis, il tris, ecc. .
Alla fine ci si addolciva la bocca con i "Mustazzuoli" dolci tipici preparati con farina, mandorle, zucchero, cannella, ecc. , la "Pietrafendola" dolce durissimo ottenuto mediante la cottura di bucce di arance, mosto, frutta secca, confetti o i "buccellatini" fatti in casa con sopra lo zucchero sciolto e le piccole palline di zucchero colorato.
I meno poveri trascorrevano la vigilia consumando lo "sfincione" o il panino con la milza regolarmente acquistato e come dessert una porzione di buccellato (quello circolare).
Dopo la cena tutti a giocare a tombola con le cartelle di carta su cui si segnavano i numeri coprendoli con le lenticchie o i fagioli secchi e guai a muovere il tavolo o la tovaglia ..... addio uscite! Il gioco continuava fino a tardi o fino a quando il sonno non avvinceva i giocatori e ognuno ritornava a casa propria un po' felice e un po' malinconico per la breve durata del gioioso momento.
Che bei ricordi ....
Oggi come sarà?
Raccontate la vostra vigilia.

Antart

Un Dicembre impegnativo

Ebbene siamo a Dicembre!
Un bel mese....
Quante cose ci sono da fare.....
Presto arriverà l'8, giorno dell'Immacolata. Sarà necessario preparare, la vigilia, (il 7, appunto) presepe ed albero perchè la casa ha una ... certa atmosfera.
Il giorno 13, Santa Lucia, sarà opportuno zavorrarsi il ventre con arancine, cuccia e quant'altro.
Seguirà la vigilia di Natale occasione ormai dedicata ai regali e allo spreco (cioè alla finta economia perchè quest'anno dobbiamo risparmiare in quanto c'è la "crisi").
Natale è festa di bontà, generosità con un occhio ai bisognosi (se mai ne vedessimo) e l'altro alle scarpe nuove.
Per ultimo il giorno di San Silvestro tutti pronti per il cenone però all'insegna del rigore (c'è sempre la crisi), una cosa modesta, tante lenticchie dopo la mezzanotte affinchè l'anno nuovo sia migliore del vecchio!
E' auspicabile che l'anno che verrà sia migliore o che lo siano gli uomini?

Antart